(Dis)sapori protestanti? Reazioni curiali? No, la Cattolica tutti tiene in sé.

Nel post precedente [www.sacramentumfuturi.wordpress.com/2015/06/23/la-costituzione-vuole-anche-gli-insospettabili-inciampano-sullermeneutica-di-sacrosanctum-concilium/] abbiamo sottolineato una questione di metodo, ora possiamo soffermarci un pochino anche sul contenuto di quanto p. Antonelli osservava a proposito delle celebrazioni della Parola di Dio. Senza però addentrarci in problematiche liturgico-teologiche, preferiamo ora accostare indizi e testimonianze di tipo storico, per far luce su alcune delle dinamiche che più infiammarono, nell’ambito liturgico, il periodo successivo all’approvazione di Sacrosanctum Concilium: la questione dei rapporti fra la Sacra Congregazione dei Riti e il nuovissimo istituto del Consilium ad exsequendam Constitutionem de sacra Liturgia.

Nell’ottava sezione dell’opera di Bugnini sulla riforma liturgica (1), abbiamo tracciata, per sommi capi, la storia della redazione della prima Istruzione per l’applicazione di SC, l’Istruzione Inter Oecumenici. Le bozze dell’Istruzione furono preparate dal Consilium e dai suoi esperti, e il 21 giugno 1964 furono presentate a Paolo VI, il quale, dopo qualche giorno le consegnò al prefetto dei Riti, perché anche la Congregazione ponesse le sue osservazioni. La risposta fu consegnata al Papa il 23 luglio, in un dossier di 34 pagine. Ovviamente, le osservazioni furono portate a conoscenza del Consilium.

Bugnini, di questo dossier, riporta una sintesi e alcuni passaggi, fra i quali qualche riga relativa alla nostra questione:

«Si mostrava perplessità per le celebrazioni della parola di Dio, al cui riguardo si osservava: “Nei paesi di fede cattolica devono essere regolate con prudenza, perché facilmente possono svolgersi in un’atmosfera di sapore protestante. Per togliere questa impressione e per terminare fruttuosamente, secondo lo spirito della Chiesa, queste celebrazioni, sarebbe opportuno chiuderle con la benedizione eucaristica. Basterebbe aggiungere alla fine di questo n. 36: ‘Praestat ut hae verbi Dei celebrationes eucharistica benedictione absolvantur’.”» (2).

Bugnini riporta in nota un’altra importante informazione: «Il Papa segnò questa osservazione con due punti interrogativi e dei punti esclamativi e cancellando con due righe trasversali l’ultimo periodo» (3).

Chissà in quale archivio sarà conservato il fascicolo con le annotazioni del Papa!

Noi abbiamo avuto la possibilità di visionare il dossier con le controproposte e le osservazioni del Consilium a quanto la Congregazione aveva rilevato:

«n. 36 SRC: Le celebrazioni della parola di Dio “facilmente possono svolgersi in un’atmosfera di sapore protestante”;” sarebbe opportuno chiuderle con la benedizione eucaristica”.

Risposta: Dire che una celebrazione della parola di Dio senza la benedizione eucaristica ha “sapore protestante” ci sembra… troppo! Fissare per legge che debbano terminare con la benedizione eucaristica, non sembra necessario. Qualche volta potrà farsi; qualche volta come in Quaresima, potrebbero chiudersi con un atto di adorazione alla S. Croce; altre volte, senza particolari aggiunte. E’ preferibile lasciare elasticità di adattamento secondo le circostanze» (4).

Confrontando tutti i documenti e tutte le testimonianze parrebbe possibile individuare in p. Antonelli (5) l’autore delle osservazioni circa il sapore protestante delle celebrazioni della Parola senza l’auspicata benedizione eucaristica. La sua proposta, sappiamo, non venne recepita nel testo dell’Istruzione.

Eppure, nel suo commento alla Costituzione conciliare che abbiamo citato nel post precedente, era lui stesso a stigmatizzare la sottovalutazione della Sacra Scrittura nella vita liturgica, vista come reazione post-tridentina ai Protestanti!

Ci fermiamo qui, alle citazioni dei testi e dei documenti, senza avventurarci in giudizi che non possiamo e non vogliamo dare. Non possiamo pensare che Antonelli sia stato un reazionario né che Bugnini sia stato un protestante. Crediamo che abbiamo cercato di servire come meglio possibile la liturgia della Chiesa, e che nell’iter faticoso delle discussioni e delle proposte, il Papa Paolo VI sia riuscito a tenere insieme collaboratori e istituzioni con diverse prospettive e sensibilità, armonizzandole cattolicamente. Altroché sapore protestante, in queste discussioni che talora ebbero il sapore, persino, di piccole ripicche e gelosie, noi vediamo risplendere lo splendore della Madre Chiesa Cattolica e universale.

_______

(1) A. Bugnini, La riforma liturgica (1948-1975) (Bibliotheca «Ephemerides Liturgicae» «Subsidia» 30), Roma 1997².

(2) Bugnini, La riforma…, 800-801.

(3) Bugnini, La riforma..., 801.

(4) CONSILIUM AD EXSEQUENDAM CONSTITUTIONEM DE SACRA LITURGIA (prot. n. 1925/64), Rilievi alle osservazioni della Sacra Congregazione dei Riti circa Instructio ad exsecutionem Constitutionis de sacra Liturgia rete ordinanda, (31 agosto 1964), Archivio Lercaro, AGL.A. CCCXLVII (1961-1968), f. 15.

(5) Padre Antonelli allora era Promotore generale della Fede nella Sacra Congregazione dei Riti.

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