Rapporti non completamente risolti: non contro ma oltre. Una via per la continuità nella riforma.

Massima è l’importanza della Sacra Scrittura nella celebrazione liturgica. Da essa infatti vengono tratte le letture da spiegare nell’omelia e i salmi da cantare, del suo afflato e del suo spirito sono permeate le preci, le orazioni e gli inni liturgici, e da essa prendono significato le azioni e i segni. Perciò, per favorire la riforma, il progresso e l’adattamento della sacra liturgia, è necessario che venga promossa quella soave e viva conoscenza della Sacra Scrittura, che è attestata dalla venerabile tradizione dei riti sia orientali sia occidentali (Sacrosanctum Concilium 24)

«Nessuno oggi oserebbe pensare – come ci è stato insegnato – che i rapporti tra Bibbia e Liturgia siano completamente risolti con SC 24. Oggi, andando oltre e non contro SC 24, è stato evidenziato e mostrato che il rapporto tra Bibbia e Liturgia si trova non solo per la loro presenza reciproca (la Bibbia nella Liturgia, la Liturgia nella Bibbia), ma primariamente perché hanno l’origine identica e simultanea: il fatto salvifico della Pasqua ebraica, così come è narrato da Es 12, lo dimostra. Sempre andando oltre e non contro SC 24 è stato evidenziato che la presenza della Bibbia nella Liturgia incomincia ben prima delle letture, i salmi, l’afflato che permea l’eucologia, i carmi liturgici, le azioni e i simboli. La presenza della Bibbia nella Liturgia si ha già nelle “strutture bibliche” che organizzano i riti stessi sia a livello di rito in genere sia di eucologia in specie: la berît, l’alleanza che scandisce ogni celebrazione in momento della Parola e momento del segno; la todàh o preghiera di richiesta di perdono, la berakàh o benedizione, il rîb o processo bilaterale con il perdono del colpevole che si riconosce tale, ecc. Chi avrebbe mai detto, poi, che il sacramento della Penitenza ha avuto anche nel Medio-Evo una liturgia della Parola, non proclamata ma “rappresentata” ritualmente e, quindi, molto più ampia e coinvolgente di quanto lo sia oggi nell’Ordo Penitentiae?», R. De Zan, «Tra Memoria e Profezia: il dinamismo di una tradizione», in Ecclesia orans 29 (2012) 154.

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