Geremia aveva pregato la Colletta della XXII domenica?

E’ evidentemente una domanda retorica ed assurda, quella che poniamo nel titolo di queste brevi righe.

Eppure, nonostante la provocazione, avrebbe fatto bene ai traduttori (al traduttore?) dell’originale latino della preghiera di questa XXII domenica dare un’occhiata anche al contesto ampio del formulario eucologico in questione, allargando l’analisi pure alle letture bibliche scelte per la stessa domenica. Infatti, nel ciclo di quest’anno, lo schema A delle letture, il brano dell’Antico Testamento riporta un’espressione che avrebbe potuto fornire un prezioso aggancio con la preghiera, rendendo concreta e viva  un’espressione linguistica che forse ha spaventato chi doveva renderla in italiano.  Con una traduzione più disinvolta ogni  possibilità viene meno, invece.

Vediamo più da vicino.

La preghiera recita nell’originale: Deus virtutum, […], insere pectoribus nostris tui nominis amorem…

Questa la traduzione ufficiale: «O Dio…[…] suscita in noi l’amore per te…»

E questa una versione più (troppo?) letterale: «O Signore, Dio degli eserciti, […], metti dentro al mio cuore l’amore per il tuo nome…»

La lettura: «Mi dicevo: “Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo nome!”. Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo, ma non potevo (Ger 20,9)».

Insomma, pare che Geremia abbia avuto il dono di quanto chiede la preghiera, seppure il profeta di Anatot qualche volta si sia rivolto a Dio con ben altri termini! Ma questi sono misteri di Dio.

Noi possiamo solo giocare con qualche mistero ben più terreno: il mistero di traduzioni un poco edulcorate. Da una parte, però, lo capiamo bene il disagio del traduttore: fra l’altro non si poteva proprio mantenere fedelmente quel Deus virtutum (reso con O Dio, nostro Padre), nonostante pochi versetti dopo quello già citato sopra ritroviamo la stessa espressione di nuovo sulle labbra di Geremia: «Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e la mente, possa vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa!» (Ger 20,12)!!

 

 

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