Le chiavi da ritrovare. Elogio di un libro “poco estivo”

«E’ una grande fatica», scriveva Origene, «ritrovare le chiavi». Egli aveva in mente le chiavi che aprono il mistero di Dio come manifestato nelle sacre Scritture. La sua ricerca è descritta nella famosa Filocalia, l’antologia attribuita a Basilio di Cesarea e a Gregorio di Nazianzo, che raccoglie i testi più belli di Origine, i quali ci insegnano l’amore della bellezza. «Al momento di dare inizio alla spiegazione dei salmi, prendiamo l’avvio da una bella tradizione che mi è stata trasmessa dall’Ebreo e che riguarda in modo generale tutta la santa Scrittura. Secondo quest’uomo, l’insieme delle Scritture divinamente ispirate, a causa delle oscurità che sono in esse, assomiglia a una gran numero di stanze chiuse a chiave, in un’unica casa. Accanto ad ogni stanza è posta una chiave, ma non quella che ad essa corrisponde. Le chiavi sono, infatti, distribuite accanto alle stanze, senza però che ciascuna corrisponda alla stanza accanto alla quale è posta. E’ pertanto una grande fatica ritrovare le chiavi che corrispondono alle stanze che esse possono aprire. Lo stesso – concludeva – accade per le Scritture, che possono essere comprese, anche quelle che sono oscure. Esse tuttavia acquistano il loro senso solo ponendo le une in relazione alle altre. Esse, infatti, hanno un loro principio interpretativo disperso in esse». […] E’ mediante la chiave della tipologia ritrovata, e approfondita con «una grande fatica», che cercheremo di entrare non solo nel mistero racchiuso nella Scrittura, ma in un mistero vivente, dinamico, nel quale è immersa l’intera historia salutis di tutti i tempi, tutta avvolta dal mistero di Cristo, che riempie la storia umana.

[N. Aracki Rosenfeld, Celebrare l’alleanza. La tipologia dalla Bibbia alla liturgia (Bibliotheca «Ephemerides Liturgicae» «Subsidia 184»), Roma 2017, 13.17]

 

Che si trattasse di uno studio importante e di assoluto interesse lo avevamo sospettato dal fatto che esso consiste di fatto della tesi di dottorato dell’autore, seguito dal professor Renato De Zan come moderatore. Ebbene, le aspettative non sono deluse: come non entusiasmarsi per un incipit tale?

E’ deciso, questo sarà il libro da leggere nelle vacanze estive, sebbene non sia proprio un volumetto agile e di argomento leggero. Non capita spesso, ultimamente, di leggere che un autore intenda, con sicura autorità, il suo contributo come un aiuto a «ritrovare le chiavi». Tanti, invece, professando una sciocca e vuota umiltà, esordiscono ponendo solo domande e questioni aperte. Se da una parte è opportuno che un maestro susciti curiosità e stimoli la ricerca senza chiudere ex auctoritate gli argomenti, si rischia dall’altra di discorrere a lungo senza che rimanga alcunché di significativo: oggi, di nuovo, abbiamo bisogno di sintesi, donate da chi ha attraversato con «grande fatica» le asperità della ricerca e gli scogli più difficili delle questioni. Chi si è posto sotto la guida del prof. De Zan per essere accompagnato nella ricerca scientifica, ne siamo certi, quella fatica l’ha conosciuta. Per questo siamo altrettanto certi che questo volume valga la pena di essere acquistato e studiato. Anche in estate!

de zan aracki

Padre Nikolaj con il moderatore e i censori della sua tesi dottorale

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