Quando poca, quando troppa. La sobrietà

Per tentare di rendere un pochino più fondato il post che poi abbiamo pubblicato sulle “misure” della misericordia (cf. qui), avevamo dato un’occhiata alle occorrenze, nella Sacra Scrittura, del termine uber, uberis. L’attenzione si era fermata su un versetto del Cantico dei Cantici (1,3): memores uberum tuorum super vinum. C’era qualcosa che non tornava! In effetti, la traduzione italiana è ben diversa: ricorderemo i tuoi amori più del vino. Incuriositi, consultiamo il famoso commento al Cantico dei Cantici di Gianfranco Ravasi, che si dimostra preciso e puntuale in una nota esplicativa:

E’ ormai famosa la resa di dodêka da parte dei LXX e della Vg. con «tuoi seni» (mastoi e ubera), dovuta probabilmente alla confusione con dad, «seno, mammella», confusione ripetuta in 1,4; 4,10 (bis) e 7,13, forse anche sa influsso di Pr 5,19 ove «amore» è in paralleli a «seno» (cf. Pr 7,18). Nel Ct «seno» è espresso col vocabolo šad (1,13…). Non è escluso anche l’influsso della rilettura allegorica: «Tu succhierai il latte dei popoli, succhierai le ricchezze dei re», si dice di Sion in Is 60,16. E in Is 66,11 si continua: «Così succhierete al suo petto e vi sazierete delle sue consolazioni, succhierete, deliziandovi, all’abbondanza del suo seno». (1)

Se questa nota si concentra sulla prima parte del versetto, risolvendo la questione della diversa traduzione, la successiva invece è più generica nell’indicare qualche titolo bibliografico sul secondo termine simbolico dell’espressione: il vino.

Confortati dall’autorità di Ravasi, supponiamo che i titoli citati in nota siano il meglio della produzione scientifica a riguardo. I lavori dell’allora Prefetto della Biblioteca Ambrosiana in effetti si contraddistinguono, fra l’altro, per l’elevato numero e la corposa sostanza di note e di bibliografia citata: un sapere enciclopedico che a ragione viene mostrato.

Tuttavia, a nostro modesto parere – limitato a questo piccolo esempio – un pochino di sobrietà non avrebbe guastato! E’ opportuno citare come monografia sul vino nella Sacra Scrittura uno studio di un proibizionista americano, il cui scopo, neanche troppo celato, è mostrare la dannosità delle bevande alcoliche e dimostrare che la Bibbia esorta all’astinenza e alla totale sobrietà (2)? Ma questo l’abbiamo scoperto solo dopo.

Fortunatamente, nel tentare di vedere se tale volume fosse stato ordinabile on line, ci siamo accorti di una versione pdf scaricabile. Così abbiamo potuto dare uno sguardo, sempre più allibiti, a questo millantato studio risolutivo sulla questione del vino nella Bibbia. Davvero originale e simpatico (simpatico, perché non ci è costato nulla se non il tempo necessario a leggere qualche pagina: avessimo dovuto pagare quelle pagine, avremmo chiesto i danni al Cardinale Ravasi…) il IX capitolo: Alcohol in America. In uno studio che ha come titolo Wine in the Bible, trovare un simile capitolo fa pensare che al contrario di quanto si tenti di provare nell’opera, qualche bicchiere di troppo l’autore se lo sia fatto, a meno che l’America sia considerata – come del resto taluni fanno – la vera terra promessa. E allora un simile capitolo avrebbe ragione di essere!

Ma un titolo del genere, senza nessuna recensione critica, in uno studio di Ravasi, non pare abbia ragione di esserci, a meno che non si voglia inseguire la moda di quei professoroni che intendono mostrare la loro autorità scientifica con la consistenza delle note e dell’apparato critico, deliziandosi in una foggia di citazioni mentre del loro argomentare rimane ben poco. Non converrebbe essere più moderati, invece di voler abbondare in tal modo da riuscire poi a controllare personalmente ogni titolo citato? Ci si può fidare delle rassegne bibliografiche? Sinceramente dubitiamo che il Ravasi abbia personalmente letto o consultato il saggio che la sua nota indica; sembrerebbe invece aver assunto per buona un’indicazione altrui o la selezione bibliografica curata da altri. Il desiderio di essere ridondanti nelle citazioni talvolta gioca brutti scherzi. Qui ci tocca dare ragione all’esagerato autore americano: la sobrietà sarebbe da apprezzare!


(1) G. Ravasi, Il Cantico dei Cantici. Commento e attualizzazione, Bologna 1992, 152, nota 7.

(2) Ibid., nota 8: «[…] Sul vino vedi S. Bacchiocchi, Wine in the Bible: a biblical study on the use of alcoholic beverages, Berrien Springs (MI) 1989».

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