“…le chiese fondate in Germania…”

Lo diciamo dall’inizio: non abbiamo alcuna autorevolezza, se non quella di aver pregato e meditato l’Ufficio delle Letture della festa dell’Evangelista San Marco, pochi giorni fa.

Ma proprio perché ci risuonano ancora alcune parole di un testo della liturgia di quel giorno, usciamo – in questo post – dalle solite e abituali nostre questioni (testi liturgici, storia della riforma, rapporti fra Bibbia e Liturgia, etc.), per far notare una sorta di parallelismo antitetico. Lo riconosciamo, qui accostiamo in modo neanche troppo scientifico – e forse addirittura scorretto -, due diverse citazioni, ma il risultato è davvero sorprendente. La prima è un passaggio del brano del Trattato «Contro le eresie», di Sant’Ireneo, proposto dalla Liturgia delle Ore come lettura patristica dell’ufficiatura di San Marco; la seconda è tratta da una recente intervista al card. Kasper.

Benché infatti nel mondo diverse siano le lingue, unica e identica è la forza della tradizione. Per cui le chiese fondate in Germania non credono o trasmettono una dottrina diversa da quelle che si trovano in Spagna o nelle terre dei Celti o in Oriente o in Egitto o in Libia o al centro del mondo. Come il sole, creatura di Dio, è unico in tutto l’universo, così la predicazione della verità brilla ovunque e illumina tutti gli uomini che vogliono giungere alla conoscenza della verità. E così tra coloro che presiedono le chiese nessuno annunzia una dottrina diversa da questa, perché nessuno è al di sopra del suo maestro.
Si tratti di un grande oratore o di un misero parlatore, tutti insegnano la medesima verità. Nessuno sminuisce il contenuto della tradizione. Unica e identica è la fede. Perciò né il facondo può arricchirla, né il balbuziente impoverirla. [Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo (Lib. 1, 10, 1-3; PG 7, 550-554)]

C’è anche una certa libertà per i singoli vescovi e le conferenze episcopali. Perché non tutti i cattolici la pensano come noi tedeschi. Qui [in Germania] può essere consentito ciò che in Africa è proibito. [per il testo più ampio, cf. qui]

E’ singolare, e colpisce, il fatto che il grande Ireneo abbia indicato come primo termine geografico la Germania….

Certamente ci può essere ribattuto che nel primo caso si tratta di dottrina, mentre nella seconda citazione si farebbe riferimento solamente alla prassi pastorale; questa argomentazione, a dir la verità, non ci convince troppo: se è lecito fare questa sottile distinzione, allora crediamo che lo sia anche accostare i due testi.

E’ inutile dire che noi, da liturgisti, preferiamo il brano che la Liturgia ci ha proposto.  L’intervista al card. Kasper era datata 22 aprile, secondo quanto riporta il sito web da cui abbiamo attinto la notizia e parte del testo. A meno che lì non ci sia un calendario liturgico proprio, anche in Germania, il 25 aprile la Liturgia avrebbe dovuto proporre il testo di Sant’Ireneo.

Ci fermiamo qui: lasciamo ai nostri pochi lettori il trarre le loro conclusioni. Non ci azzardiamo ad entrare in un campo che non ci appartiene….noi siamo solo cultori di antichi testi….

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