La gioia nell’Avvento: non c’è solamente la Domenica gaudete. Rilievi intorno alla II antifona domenicale.

Due domeniche fa la nostra curiosità era attratta da un dettaglio particolare dell’Antifona d’Ingresso, ma non avevamo potuto – e neanche oggi lo possiamo, per la verità – approfondire meglio la questione. Avevamo buttato giù qualche riga, ma poi abbiamo soprasseduto.

Tuttavia, dopo aver pregato l’Ufficio delle Letture di quest’oggi, martedì della III settimana di Avvento, ci sono tornate immediatamente alla mente quelle riflessioni, che condividiamo con i lettori del blog, in attesa di poter essere più precisi; può darsi, probabilmente, che qualche lettore possa suggerirci risposte che noi non sappiamo dare ora.

Vediamo.

Anche per la II domenica di Avvento, il Messale di Paolo VI eredita dalla tradizione precedente l’antifona di Introito.

Sul web si trovano alcuni spunti interessanti, fra i quali segnaliamo i seguenti:

Nonostante il contenuto dei testi citati sia assai apprezzabile, sembra che rimanga insoluta una questione: l’ultima parte dell’antifona non si capisce da dove salti fuori! Quel «per la gioia del vostro cuore» (nel testo latino «in laetitia cordis vestri») non si trova nei versetti biblici indicati come riferimenti testuali (il Messale italiano indica «Cfr. Is 30,19.30»); così, in effetti, la lettera della Scrittura:

Popolo di Sion, che abiti a Gerusalemme, tu non dovrai più piangere. A un tuo grido di aiuto di supplica ti farà grazia; appena udrà, ti darà risposta.[…] Il Signore farà udire la sua voce maestosa e mostrerà come colpisce il suo braccio con ira ardente, in mezzo a un fuoco divorante, tra nembi, tempesta e grandine furiosa.

Da cui l’antifona:

Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare i popoli e farà sentire la sua voce potente per la gioia del vostro cuore. [Populus Sion, ecce Dominus veniet ad salvandas gentes: et auditam faciet Dominus gloriam vocis suae, in laetitia cordis vestri]

Da dove dunque la «gioia del cuore»? Non sappiamo qui offrire una risposta convincente e documentata. Ci limitiamo a segnalare che al versetto 29 del capitolo 30 di Isaia, quindi immediatamente prima del versetto da cui l’antifona prende il riferimento alla voce del Signore, si dice: «Voi innalzerete il vostro canto come nella notte in cui si celebra una festa; avrete la gioia nel cuore [(erit vobis) … laetitia cordis] come chi parte al suono del flauto, per recarsi al monte del Signore, alla roccia di Israele».

La liturgia, nel tempo di Avvento, si prende la libertà di scomporre e ricomporre più volte il capitolo 30 del libro di Isaia. Il martedì della III settimana, ad esempio, la prima lettura dell’Ufficio riporta, nella sua prima parte, i versetti 27-33, unendoli ai versetti 4-9 del capitolo 31 (si forma così una certa unità tematica fra due brani “contro l’Assiria”). Quindi ritroviamo l’espressione «avrete la gioia nel cuore», ripresa pure nel relativo responsorio: «V. Innalzerete il vostro canto come in una notte di festa; avrete la gioia del cuore».

Che la gioia del cuore dell’Antifona venga da lì? Comunque sia, si tratta di una citazione non letterale, di fronte alla quale rimaniamo un pò incerti. Ma questa è la bellezza della libertà di cui gode la liturgia!

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Un pensiero su “La gioia nell’Avvento: non c’è solamente la Domenica gaudete. Rilievi intorno alla II antifona domenicale.

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