Domus Sanctae Marthae: chi non vi entrò mai, e chi ne prese il posto

Può darsi che si tratti di un dettaglio pratico di minor conto oppure, invece, che sia un gesto simbolico significativo, dalle conseguenze non previste: sembra che la decisione di alloggiare o meno a Santa Marta sia stata già controversa parecchi anni prima che Papa Francesco rifiutasse l’Appartamento papale nel Palazzo Apostolico.

Ci spieghiamo.

Fra alcune carte spurie raccolte in un faldone dell’Archivio Lercaro, abbiamo avuto occasione di trovare alcune pagine dattiloscritte, indirizzate al Cardinale Lercaro con tutta probabilità da Bugnini, aventi come oggetto alcune ipotesi sulla Commissione che avrebbe dovuto essere costituita per trarre le conseguenze applicative dai principi generali esposti nella Costituzione Conciliare. Senza poter entrare adesso nella complessa storia – in parte ancora da studiare e scrivere – delle origini del Consilium ad exsequendam Constitutionem de Sacra Liturgia, registriamo solamente un passaggio interessante:

«Prima soluzione: Isituire ex novo la Commissione.

Avrebbe il vantaggio di poter scegliere i membri liberamente, con ampia facoltà e secondo le compentenze: ciò favorirebbe il lavoro dinamico e sicuro. La Commissione potrebbe aver sede a S. Marta dove sono gli Uffici di tutti le Commissioni Conciliari. La Commissione liturgica non ha mai occupato quegli uffici, preferendo restare alla SRC» (1)

Se questo documento dice il vero, la Commissione Liturgica Conciliare non si radunò negli Uffici predisposti a Santa Marta per tutte le Commissioni incaricate di rivedere gli schemi secondo le osservazioni e le proposte dei Padri Conciliari, ma preferì utilizzare i locali della Sacra Congregazione dei Riti. Una scelta che ha una sua logica e pure comprensibile in ordine di praticità. Il Presidente della Commissione e il Segretario, infatti, erano di casa alla Congregazione dei Riti, essendone il Prefetto, il primo, e Promotore generale della Fede, il secondo.  Tuttavia, occorre considerare che la nomina del segretario della Commissione Conciliare nella persona del padre. F. Antonelli, «suscitò stupore e apprensioni nei componenti la Commissione, come testimonia il P. Martimort: “La sua nomina inattesa suscitò timore e malumore non per la sua persona ma perché era preconizzato a quell’incarico il P. Bugnini, già Segretario della Commissione preparatoria, cosicché la mancata conferma di questi fu considerata un affronto e un’offensiva della Curia romana contro l’operato della Commissione preparatoria..”» (2)

Date queste premesse, la scelta di riunire gli esperti della Commissione Conciliare in uno dei Palazzi classici della Curia Romana, quando era stata prevista un’altra sistemazione, forse non fu una semplice decisione pratica e neutrale. Per di più, parrebbe che la Commissione Conciliare de Liturgia sia stata l’unica commissione conciliare a non stabilire a Santa Marta la sede dei suoi lavori. Di questo non abbiamo altri riscontri, mentre del fatto che le adunanze, almeno le prime, nello stesso edificio della Sacra Congregazione dei Riti non furono certo senza difficoltà e malumori: «Oggi, domenica, alle 10.30 si è riunita per la prima volta [21 ottobre 1962, ndr] la Commissione Conciliare di Sacra Liturgia, nella sala del Congresso, nei locali della Sacra Congregazione dei Riti. Il Card. Larraona ha nominato due Vice-Presidenti, il Card. Giobbe e il Card. Jullien. Ciò destò una certa sorpresa, specialmente per il fatto che ambedue erano membri della curia; però il Card. Lercaro, che era il solo Cardinale eletto direttamente dalla Congregazione Generale e che godeva di ottima stima come esperto liturgista, era stato ignorato. Ha comunicato poi la nomina del Segretario nella persona del sottoscritto e ha annunziato che chiamerà diversi periti, anche non liturgisti, ma giuristi e teologi..» (3).

Cardinali curiali ed esperti giuristi, e non insieme agli altri periti e membri delle commissioni conciliari a Santa Marta, ma nel palazzo della Congregazione: un inizio alquanto singolare, per la Commissione liturgica.

Non tantissimi mesi dopo, un nuovo trasferimento e una nuova Commissione: «La prima adunanza generale del “Consilium” fu celebrata a Roma, l’11 marzo 1964, pochi giorni dopo la sua istituzione. Si tenne nel Palazzo S. Marta, in un corridoio del 1° piano….» (4).

______

(1) Appunto riservato «Per la realizzazione della “Commissione postconciliare della Riforma Liturgica”, potrebbero prospettarsi tre soluzioni»,1: Archivio Lercaro, A. CCCXLVIII (1962-1968).

(2) N. Giampietro, Il Card. Ferdinando Antonelli e gli svilpuppi della riforma liturigca dal 1948 al 1970 (Studia Anselmiana 121 Analecta liturgica 21), Roma 1998, 106.

(3) Giampietro, Il Card. Ferdinando Antonelli, 107.

(4) A. Bugnini, La riforma liturgica (1948-1975) (Bibliotheca «Ephemerides Liturgicae» «Subsidia» 30), Roma 1997², 150.

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