Non solo la liturgia gioca con la sintassi. Ancora sull’agnello…

Avevamo iniziato l’ultimo articolo sull’Inno Ad cenam agni providi (1) con una questione legata ai casi grammaticali latini, giocando sul fatto che nella seconda declinazione (quella seguita dagli aggettivi della prima classe di genere maschile) il genitivo singolare è identico al nominativo plurale. E si è visto come la scelta rimanga aperta, nonostante una traduzione sembra più probabile. Ma non è solo la liturgia e i suoi testi a nascondere nelle parole giochi che aprono ricchezze ed orizzonti. Anche nella Scrittura, e sempre a proposito di un agnello, troviamo un curioso caso di sintassi aperta a differenti intepretazioni. Lasciamo la parola ad una biblista magistrale nell’arte della parola, che ci regala alcuni passaggi su Genesi 22,7-8.

Abramo rispose: “Dio stesso provvederò l’agnello per l’olocausto, figlio mio!”. E proseguirono tutti e due insieme” (vv. 7-8). La domanda di Isacco è patetica, struggente, e mette Abramo con le spalle al muro; ora sarà costretto a dire tutta la verità. E invece il padre continua nella sua obbedienza silenziosa. Ancora con un frase enigmatica, in cui Dio, il vero protagonista, viene infine nominato, ma nella certezza della sua bontà, nell’abbandono a un mistero incomprensibile in cui la fiducia vince l’oscurità della prova: “Dio provvederà”.

La frase di Abramo mantiene comunque una certa ambiguità, dovuta al fatto che, in ebraico, quel “figlio mio” può avere una duplice funzione sintattica: o di vocativo (come nella traduzione più frequente, da noi riportata) o di apposizione (in questo caso, bisognerebbe tradurre: “Dio stesso provvederà l’agnello, cioè mio figlio). Come se Abramo, esprimento la sua fede, si lasciasse anche sfuggire qualcosa del suo terribile segreto. Ancora una volta, la particolarità testuale e letteraria ci apre uno spiraglio nella lotta interiore del patriarca.

B. Costacurta, “Abramo e l’esperienza della fede”, in Esperienza e Spiritualità. Miscellanea in onore del R. P. Charles André Bernard, H. Alphonso (ed.), S. J., Roma 1995, 25.

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(1) Cf. http://www.sacramentumfuturi.wordpress.com/2015/05/15/un-agnello-provvido-e-un-traduttore-forse-improvvido-intermezzo-pasquale-su-unantico-inno/

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