“Non finisce di stupirmi per le arcane verità che richiama….”

“Non finisce di stupirmi per le arcane verità che richiama”: così Cirillo di Gerusalemme parla del tema del paradiso, nella sua tredicesima catechesi battesimale (1). Mentre la stavamo rileggendo, ci ritornavano in mente alcune sottolineature che avevamo già evidenziato; questi collegamenti mostrano l’affascinante ricchezza della liturgia, che davvero trae fuori dal vasto tesoro della tradizione, di oriente e di occidente, le perle preziose che offre ai suoi cultori attenti.

Ecco alcune espressioni, con i link a qualche post più datato:

La croce, l’albero scelto ab aeterno: “Alla caduta che avvenne nel paradiso terrestre corrisponde la salvezza che si compì nel giardino degli Ulivi; dal legno ebbe origine il peccato, legno segnò la fine del peccato. […] Con il legno la Scrittura mette sempre in rapporto la vita. Già ai tempi di Noè, infatti, salvò la vita l’arca di legno. Poi, ai tempi di Mosè, il mare ebbe timore dinanzi al segno della verga con cui egli lo percosse: se tanto potere ebbe la verga di Mosè, vorremmo negarlo dunque alla croce del Salvatore? […] Adamo cadde a causa del legno, tu [riferito al buon ladrone] sarai introdotto in paradiso per mezzo del legno: Cirillo di Gerusalemme, Le Catechesi, XIII, 19-20.31. Cf. http://www.sacramentumfuturi.wordpress.com/2013/09/18/ipse-lignum-tunc-notavit-ancora-sulla-teologia-della-storia-a-partire-dal-legno-della-croce/

La grazia rapidissima: “Quale potenza, o ladrone, ti ha illuminato? Chi ti ha insegnato ad adorare chi subiva come te il disonore della crocifissione? O Luce eterna che illumini quanti sono immersi nelle tenebre, per mezzo tuo egli poté a buon diritto ascoltare quelle parole: ‘Confida nella grazia che ti dà il re accanto al quale tu sei, non nelle tue opere per cui nessuno oserebbe sperare’. La domanda non richiedeva di essere subito esaudita, ma la grazia venne rapidissima: ‘In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso; […] O grazia veramente grande, ineffabile! Il fedele Abramo non era ancora entrato in paradiso, e vi entrò il ladrone; non vi erano entrati ancora né Mosè né i profeti, e vi entrò un ladrone eslege: se ne meravigliò prima di te Paolo, che esclamò: ‘Dove abbondò il peccato sovrabbondò la grazia!’. Quelli che hanno sopportato il caldo del giorno non sono ancora entrati, e già entrano gli operai dell’ora undecima: Cirillo di Gerusalemme, Le Catechesi, XIII,31. Cf. http://www.sacramentumfuturi.wordpress.com/2013/11/23/un-ladrone-impunito-una-fede-breve-e-veloce-misericordia-questo-e-il-regno-di-dio

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(1) Cirillo di Gerusalemme, Le Catechesi. Edizione: Cirillo di Gerusalemme, Le Catechesi (Collana di testi patristici 103), C. Riggi (ed.), Roma 1997².

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