Ancora dal primo Sinodo dei Vescovi

Riportiamo la seconda parte della relazione preparatoria ai lavori del Sinodo dei Vescovi.[ https://sacramentumfuturi.wordpress.com/2014/10/07/il-sinodo-dei-vescovi-prima-assemblea-generale-ordinaria-autunno-1967/ ]

Il testo, preparato dalla Segreteria del Consilium, pur soffermandosi ancora su tematiche piuttosto generali, è comunque interessante, anche perché registra difficoltà e inconvenienti. Colpisce, fra l’altro, la ripetuta stigmatizzazione degli esperimenti creativi che si andavano diffondendo ad opera di quanti si ritenevano al di sopra delle istituzioni preposte. Una delle accuse ricorrenti contro il Consilium fu proprio quella di aver favorito e avallato una sperimentazione indiscriminata. La documentazione attesta il contrario.

(Segue) 7. Difficoltà e rimedi (Difficultates et remedia)
a) Non si può negare che da allora siano cresciuti dappertutto l’interesse e lo studio per la sacra liturgia. Ma ciò, mentre favorisce una più profonda conoscenza sia dottrinale sia pastorale, ha portato con sé difficoltà e inconvenienti.
Infatti si nota una certa differenza tra le diverse parti della liturgia, alcune delle quali sono già state almeno in parte rivedute, mentre altre sono rimaste nella forma tradizionale. La stessa lingua vernacola non raramente fa risaltare che questo o quel testo, questo e quel rito sono poco conformi alla mentalità dell’uomo d’oggi. Per cui è successo che qua e là persone private hanno tentato esperimenti arbitrari per cambiare cerimonie o testi.
In realtà non si può negare che la struttura e le formule odierne dei sacri riti presentano non poche difficoltà, specialmente se si considera la liturgia con spirito e animo pastorali. Ad esse il Consilium sta appunto cercando di ovviare organicamente con una riforma generale. Ci sia consentito elencare alcune tra le maggiori difficoltà che riguardano oggi la liturgia e indicare in qualche modo le soluzioni proposte.
8. Un’esperienza abbastanza lunga della lingua vernacola ha messo in rilievo che: a) le traduzioni popolari oggi in uso sono state preparate talvolta più in fretta del conveniente, e perciò spesso risultano meno adatte; b) alcuni testi della Sacra Scrittura, isolati dal contesto per essere inseriti nella liturgia, suonano meno bene quando vengono detti nelle lingue vive; c) per poter cantare i testi in lingua vernacola non vi sono ancora musiche composte a regola d’arte, di un certo valore e di sufficiente dignità.
La riforma liturgica ovvierà certo a questi inconvenienti. Infatti: a) poiché tutti gli schemi dei riti dovranno essere sottoposti a esperimento per un congruo periodo di tempo, si avrà tutto l’agio di preparare una traduzione popolare dei testi liturgici;b)  i testi biblici verranno scelti con nuovi criteri pastorali, tenendo conto della norma già stabilita secondo cui tutto il popolo deve partecipare attivamente e tutti i fedeli devono poter recitare o cantare i suddetti testi; c) gradatamente si verrà formando anche un patrimonio musicale per i testi in lingua vernacola. Il tempo, infatti, l’iniziativa degli artisti e l’esperienza coopereranno ad aggiungere questa nuova parte del patrimonio musicale a quella che la Chiesa già possiede, come già si verifica in alcuni paesi, almeno inizialmente.

9. Con l’introduzione delle lingue vernacole è nato il problema particolare delle cosiddette ‘grandi lingue’, quelle cioè parlate in diversi paesi. Il Sommo Pontefice ha stabilito che per queste lingue si abbia un unico testo liturgico, e ciò sia per conservare una qualche unità almeno parziale, per quanto è possibile nelle presenti condizioni, sia per risolvere più facilmente le questioni pratiche direttamente connesse con la stampa dei libri liturgici.
La molteplicità dei testi, inoltre, nell’ambito di una stessa lingua, renderebbe difficili, per non dire impossibili, le liturgie particolari dei religiosi e intralcerebbe il loro servizio nella Chiesa.
Per queste ragioni, la Sede Apostolica ha appreso con soddisfazione ed ha approvato le decisioni di quelle Conferenze Episcopali che hanno stabilito Commissioni miste incaricate di preparare un’unica traduzione popolare; similmente tiene pure in gran conto la decisione di quelle Conferenze Episcopali che, guidate dal senso della collegialità, han preferito lavorare in collaborazione con le altre Conferenze piuttosto che lavorare e procedere da sole.
10. Se si esamina la parte rubricale e rituale della liturgia, è facile costatare una certa incertezza nella situazione attuale, per il fatto che alcune norme, valide finora, non corrispondono sempre perfettamente con quelle introdotte dalla riforma. Di qui anche la necessità di supplire attraverso interpretazioni private, e su questa strada non pochi sono andati avanti per proprio conto (e quo etiam factum est ut nonnulli proprio marte ultra processerint). Sono fin troppo evidenti gli esperimenti arbitrari (arbitraria experimenta) attuati qua e là, specialmente perché mancano di sufficiente fondamento dottrinale e pastorale.
A queste difficoltà, facilmente comprensibili in un tempo segnato da tante e così profonde trasformazioni ed evoluzioni, sembra si possa ovviare in tre modi: 1) Portando a compimento il più presto possibile la riforma generale, in modo da avere un fondamento sicuro su cui basare leggi stabili sul culto divino. Bisogna dire, però, che gli studi, le ricerche e specialmente un sufficiente periodo di esperimenti richiedono ancora del tempo. 2) Nel frattempo, tuttavia, almeno in alcune parti e per quelle cose che evidentemente entreranno nei riti rinnovati e che sono ritenute utili all’azione pastorale e ad un più chiaro ordinamento delle azioni liturgiche, si potrà portare avanti la riforma in maniera progressiva, sì che i pastori e i fedeli meglio comprendano le varie parti della stessa riforma, senza produrre di colpo rotture troppo violente con tutta la tradizione. 3) Occorrerà sottoporre a più ampio esperimento, attraverso le Commissioni liturgiche nazionali, gli schemi dei nuovi riti preparati dal Consilium e approvati dal Romano Pontefice, tendendo conto anche del parere di laici esperti soprattutto dal lato culturale, psicologico e sociale.

11. In questo modo, cooperando con animo concorde e unendo le forze, si potrà sperare che il Consilium e le competenti autorità territoriali potranno portare all’auspicata conclusione il lavoro arduo ma necessario e fruttuoso della riforma liturgica, sia attraverso la revisione dei riti e delle leggi, sia attraverso una conveniente istruzione dei fedeli.
Secondo le norme stabilite dal Concilio, alle Conferenze Episcopali è attribuita una grande parte nella regolamentazione della sacra liturgia. È loro compito, infatti, studiare i singoli adattamenti e forse necessari, e proporli alla Sede Apostolica perché vengano sottoposti a esperimento e in seguito possano essere approvati; decidere sull’impiego della lingua vernacola e preparare traduzioni popolari; emanare nell’ambito della propria giurisdizione leggi particolari, in quelle cose in cui il testo generale le richiede.
Compito specifico però delle stesse Conferenze sarà specialmente di curare (sia attraverso la Commissione liturgica nazionale, sia attraverso gli Istituti liturgici, pastorali e catechistici) una conveniente formazione del clero e dei fedeli, affinché vengano ben comprese le nuove forme dei riti e il loro spirito; infondere nell’animo del clero e dei fedeli l’amore e il culto della Sacra Scrittura, che della liturgia è come il fondamento e l’anima, nonché preparare e diffondere quesi sussidi pratici utili a favorire l’attiva partecipazione.
Per raggiungere con più sicurezza questo scopo, con l’aiuto della esperienza e della scienza dei vescovi di tutto il mondo, il Sommo Pontefice ha stabilito che venissero proposti all’esame dei Padri partecipanti al Sinodo dei vescovi i principi e i criteri che dovranno regolare la struttura generale delle due parti principali della liturgia, cioè della messa e dell’ufficio divino. (Continua)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...