Il nuovo rito della Penitenza: Paolo VI critico? Dalle carte del card. Antonelli un’annotazione da approfondire.

In un post di due mesi fa (https://sacramentumfuturi.wordpress.com/2014/07/12/riposo-estivo-e-riposo-eterno/) accennavo alla possibilità concessami di consultare il fondo Antonelli, presso l’Archivio del Santuario francescano de La Verna. In quell’occasione avevo fatto solamente una breve incursione nella documentazione lì conservata, per rendermi conto di quanto, in quel luogo, fosse effettivamente presente in deposito. Da quello che ho potuto constatare, mi sembra che non vi sia documentazione specificatamente relativa ai lavori di Antonelli, in qualità di Segretario della Commissione Conciliare De Liturgia, di perito del Consilium e di Segretario della Congregazione dei Riti: non ho trovato carte ufficiali, schemi o verbali di riunioni. Parte importante del fondo è invece costituita dalle carte personali e dai diari. Dal diario dell’anno 1974, ho potuto attingere un’annotazione per me abbastanza rilevante, perché riguardante l’oggetto della mia ricerca di dottorato, vale a dire la riforma del rito della penitenza e, ancora più particolarmente, l’introduzione della liturgia della Parola nella celebrazione di questo sacramento. Riporto le annotazioni dell’Antonelli, allora già Cardinale:

8 Febbraio Ieri sera fu pubblicata sull’Osservatore Romano al notizia della pubblicazione del Nuovo Rito o Ordo Paenitentiae. Me ne aveva parlato anche il Papa nell’udienza dell’11 gennaio, criticando alcuni punti, come il fatto della lettura della Bibbia insieme al penitente. Sono cose ideali, mi fece capire, in pratica non attuabili.

L’11 gennaio invece così annotava, fra le altre cose:

Mi ha parlato della prossima pubblicazione del Rito della Penitenza e mi ha detto varie cose che annoterò a parte.

Ora, nel corso delle mie ricerche, sicuramente parziali e non esaustive, mai avevo avuto modo di registrare disapprovazione o critiche in tal senso da parte della suprema Autorità. Antonelli riferisce di critiche su “alcuni punti”. E’ un peccato che non abbia aggiunto altri elementi. Interroga, inoltre, quell’espressione “mi fece capire..”. Occorrerà ricercare nel Magistero di Paolo VI, intorno a quella data, se vi sia qualche indizio o qualche parola rivelatrice, a proposito del nuovo Ordo.

La mia ricerca serrata sui documenti arrivava sino alla approvazione del nuovo Rituale: le carte di Antonelli obbligano a continuare, per approfondire la questione. In attesa che le biblioteche degli Atenei pontifici romani riaprano alla consultazione degli studiosi, pubblicherò, in più post nei prossimi giorni, i capitoli dell’Introduzione e della Conclusione della mia ricerca di qualche anno fa. Correzioni, suggerimenti o necessità di ulteriori approfondimenti, come si vede, non mancano; e saranno altrettanto utili eventuali osservazioni di lettori interessati.

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5 pensieri su “Il nuovo rito della Penitenza: Paolo VI critico? Dalle carte del card. Antonelli un’annotazione da approfondire.

  1. Oggi sul blog di S. Magister ho letto un articolo che di fatto è l’ennesimo attacco a mons. A. Bugnini. Si citano espressioni molto forti di L. Bouyer. Lei, caro professore, ha parlato in un post dell’influenza che il Papa Paolo VI ebbe nei lavori del Consilium, che Magister nel suo articolo ignora completamente. Le chiedo se è possibile avere dei chiarimenti circa quelle parole di Bouyer, se le citazioni sono oneste e se si può avere una spiegazione più dettagliata di ciò che scrive Bouyer nelle sue Memorie. Come lei sa, nel web i luoghi comuni sulla riforma liturgica sono molto diffusi. Questo ennesimo articolo non fa altro che sostenere quell’ideologia balzana di chi rifiuta la riforma liturgica.

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    • La ringrazio per la segnalazione! Ho lettori attenti e utilissimi!
      Che posso dire, se non che sarebbe forse facile una risposta affrettata e sbrigativa, dettata magari da sensazioni personali. Bisognerà, piuttosto, leggere con attenzione quel testo di Bouyer (non è mai banale) e confrontarlo con altre fonti. La verità emergerà.
      Quello che posso dire subito è che le nomine dei periti erano a cura della Segreteria del Consilium (i membri, invece, erano di nomina papale). A mons. Bugnini va almeno riconosciuta l’onestà di aver raccolto nel Consilium i più grandi esperti, e non solo quanti sembravano più allineati con le sue simpatie. Anche oggi vediamo come questo non sia affatto scontato.
      Per il resto, dovremo studiare ulteriormente: confessiamo senza difficoltà la nostra ignoranza e l’impossibilità di fornire risposte precise. Per ora.
      A presto, e grazie.
      m.f.

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