Commissio Conciliaris De Liturgia: le adunanze con un “convitato di pietra”

Nell’accingersi ad approfondire l’opera di riforma liturgica del Vaticano II sono imprescindibili alcuni strumenti, fra i quali spiccano due studi[1], che, rifacendosi in grande parte alla documentazione ad essa relativa, offrono al contempo un’ampia visione generale e preziosi dettagli. Per alcuni aspetti, questi due contributi potrebbero essere complementari: temporalmente coprono periodi diversi e offrono una prospettiva talvolta personale. Per questo, la ricerca diretta sulle carte non cessa mai di arrecare sorprese e particolari interessanti e significativi.

Quello che vogliamo presentare qui può essere un dettaglio forse marginale, ma comunque fornisce una tessera in più nella ricerca, e permette di valutare meglio il valore di alcune ricostruzioni: l’oggettività e la completezza, per quanto possibile, sono quanto mai necessarie oggi, a causa di alcune voci polemiche e di dubbi che continuano ad essere divulgati, senza essere appoggiati su di una pur minima documentazione.

E’ cosa risaputa che la mancata conferma del Segretario della Commissione Preparatoria De Liturgia come Segretario anche della Commissione Conciliare De Liturgia suscitò grande sorpresa. Negli studi citati si possono notare anche gli aspetti più personali della vicenda, che coinvolse A. Bugnini, il Segretario dell’Antipreparatoria, e F. Antonelli, il nuovo Segretario nella fase conciliare. Maggiori dettagli sulla vicenda si possono trovare nelle Memorie autobiografiche di mons. Bugnini, pubblicate recentemente da p. Pasqualetti[2].

Senza fermarci adesso in questo ambito più personale, vorremmo proporre un altro tipo di riflessione: fu saggia la decisione di sostituire – non così avvenne per le altre Commissioni – il Segretario della Preparatoria? Non si rischiava di alterare un metodo e un gruppo di lavoro che aveva dato buoni frutti, visto il generale e apprezzamento dello schema preparatorio?

In effetti, nelle prime Adunanze della Commissione Conciliare fu necessario discutere di questioni di procedura e di natura giuridica, e i lavori concreti di revisione dello schema, secondo quanto i Padri conciliari nel frattempo osservavano, procedevano con molta lentezza. Alla settima Adunanza una lettera, firmata da alcuni Padri della Commissione, propose un metodo più celere per far procedere il lavoro, e mons. Malula, arcivescovo di Kinshasa, chiese la parola, rivolgendosi al Presidente per “esprimere tutta la sua insoddisfazione per il modo di procedere, lento e inconcludente, della Commissione. Lo supplica di cambiar metodo, evitando così altra perdita di tempo”[3]!

Nell’Adunanza precedente un altro Vescovo aveva manifestato la sua perplessità per la complicazione sopraggiunta. L’aver privato lo schema della declarationes esplicative del voto rendeva spesso incomprensibili e troppo generici gli articoli del testo. Per questo si chiedeva che ai Vescovi fosse fornito il testo delle declarationes. E, per i lavori della Commissione, fu proposto di avvalersi dell’esperienza e del parere di Bugnini, che di fatto era presente come perito alle riunioni della Commissione, nonostante dovette subire, contestualmente alla cessazione dell’incarico come Segretario, anche l’umiliazione della sospensione della sua cattedra all’Università Lateranense (fu fatto un tentativo di estromissione anche dalla cattedra all’Urbaniana, ma il card. Agagianian si oppose al provvedimento). Al Vescovo di Biella, mons. Carlo Rossi, in nome di un buon senso pratico, nella sua semplicità parve del tutto ovvio chiedere che fosse coinvolto maggiormente il Segretario della Commissione Preparatoria. Il Cardinale Presidente della Commissione Conciliare rispose in modo piuttosto generico, forse imbarazzato.

Curiosamente questo dettaglio non viene riferito nella ricostruzione dei verbali delle Adunanze offerta da Giampietro nello studio citato. Che l’Antonelli non l’abbia annotato?

Nell’Archivio Segreto Vaticano, nella busta 1385 del fondo del Vaticano II, relativa ai lavori della Commissione Conciliare De Liturgia, sono raccolti in un fascicolo i Verbali delle Adunanze: dai fogli dattiloscritti della Prima Sessione abbiamo attinto quanto segue:

 «6° Adunanza (7 novembre 1962)[…]

[f. 12]

2. – Subito dopo la preghiera, S.E. Mons. Rossi chiede la parola, che gli viene concessa. Egli ricorda brevemente il lavoro accurato svolto dalla Commissione Preparatoria, e lamenta che nell’Aula Conciliare siano state rivolte certe osservazioni allo Schema. Queste obiezioni – rileva – non ci sarebbero state, se si fossero conservate nel testo dello Schema distribuito ai Padri le “Declarationes” che la Commissione Preparatoria aveva aggiunto ad alcuni articoli, allo scopo di renderne più chiaro il significato e le conseguenze. Propone inoltre che prima di ogni deliberazione sia ascoltato P. Bugnini, che fu Segretario della Commissione Preparatoria, circa il significato esatto delle questioni prospettate dallo Schema.

Il Presidente risponde dicendo di non dare eccessivo peso alle osservazioni fatte dai Padri, i quali, nell’Aula Con-[f. 13]ciliare, godono della massima libertà. A suo tempo poi sarà ascoltato anche P. Bugnini. [….]

Quanto alle “Declarationes”, sebbene alcuni Padri, in Aula, abbiano chiesto la loro ristampa e distribuzione a tutti i Padri, il Presidente, Card. Larraona, fa osservare che esse non fanno parte dello Schema approvato dal Papa: tutt’al più possono avere valore di delucidazione, ma non valorre giuridico. Tuttavia egli non si oppone a che vengano ristampate e distribuite ai Padri perché facilitino la comprensione dello Schema. […]

[f. 14]

[…] 6. – L’adunanza si chiude alle ore 19, dopo un nuovo intervento di S.E. Mons. Jenny perché siano ristampate e distribuite le “declarationes” aggiunte allo Schema dalla Commissione Preparatoria»

ASV, Conc. Vat. II, busta 1385, Commissio Conciliaris De Sacra Liturgia, Acta Sessionum.

(Le sottolineature sono nostre)


[1] A. Bugnini, La riforma Liturgica (1948-1975), Roma 19972; N. Giampietro, Il Card. Ferdinando Antonelli e gli sviluppi della riforma liturgica dal 1948 al 1970, Roma 1998.

 [2] A. Bugnini, “Liturgiae cultor et amator, servì la Chiesa. Memorie autobiografiche, ed. G. Pasqualetti, Roma 2012.

[3] Giampietro, Il card. Ferdinando Antonelli, 113.

Annunci

4 pensieri su “Commissio Conciliaris De Liturgia: le adunanze con un “convitato di pietra”

  1. Pingback: Paolo VI, novello Hamleto? In margine ad una ri-lettura della riforma liturgica. | sacramentumfuturi

  2. Pingback: “Parleranno le pietre…e anche le carte”. Mons. Jenny, il Vaticano II e la liturgia. | sacramentumfuturi

  3. Pingback: Commissio Conciliaris De Liturgia: le adunanze con un “convitato di pietra” | Concilium consilium

  4. Pingback: Nemmeno una parola | sacramentum futuri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...