“Auctoritates” conciliari

Se si potesse con facilità accedere e studiare la mole di documentazione prodotta nelle fasi di preparazione e redazione della Costituzione conciliare sulla Liturgia, probabilmente ci sarebbero state risparmiate interpretazioni tanto pellegrine quanto faziose e inficiate da pregiudizi.

Abbiamo dedicato vari post alla Subcommissio I (De mysterio sacrae Liturgiae…) nella fase Preparatoria della redazione di Sacrosanctum Concilium, subcommissio a cui si deve per gran parte il proemio e il primo capitolo di SC. In un recente e notevolissimo studio, Sr. Elena Massimi ha mostrato come grazie al pensiero e all’opera di un altro grande che influì notevolmente sulla prima parte della Costituzione, san Tommaso e le sue categorie siano entrate nel testo conciliare. Da non lasciarsi sfuggire quindi E. Massimi, “Cipriano Vagaggini, teologo di Sacrosanctum Concilium”, in Il Concilio Vaticano II e la liturgia: memoria e profezia (Atti della XL Settimana di studio dell’Associazione professori di Liturgia. Rocca di Papa, 27-31 Agosto 2012), ed. P. Chiaramello, Roma 2013, 127-182.

Se quindi taluni affermano che il Reno (con tutto quello che a livello di suggestioni protestanti suggerisce tale espressione geografica) è confluito nel Tevere, riferendosi al blocco di vescovi e periti a parer dei suddetti critici vicini alle posizioni della riforma, dobbiamo riconoscere che altri periti che ebbero influssi importanti nella fase redazionale dei documenti conciliari non erano affatto digiuni di impostazione e contenuti tomisti.

Tornando ora ai lavori della commissione I, di cui abbiamo riportato alcuni documenti in post precedenti, può essere interessante riportare alcuni dei riferimenti allegati al testo proposto. Nel fascicolo presentato alla segreteria della Commissione preparatoria de Liturgia, la subcommissione allega anche un fascicolo dattiloscritto di 6 pagine di “Auctoritates” (ASV, Conc. Vat. II., busta 1359). In questa raccolta di testi, che sono genericamente riferiti al primo o al secondo capitolo del testo proposto come schema dottrinale, non ci sono citazioni della Scrittura, ma solo testi patristici, della liturgia e del Magistero. Riproduciamo ora solamente i testi patristici (per il testo del documento a cui si riferiscono queste citazioni, si veda https://sacramentumfuturi.wordpress.com/2013/09/12/ritrovare-il-grande-soffio/.

Ad caput I Schematis de doctrina

 

– “quod itaque redemptoris nostri conspicuum fuit, in sacramenta transivitS. Leo M., Sermo 74,2;

– “Faciem ad faciem te mihi, Christe, demonstrasti; in tuis te invenio sacramentisS. Ambrosius, Apologia prophetae David, 12,58 

– “Omnia igitur quae Dei Filius ad reconciliationem mundi fecit et docuit, non in historia praeteritarum actionum novimus, sed etiam in praesentium operum virtute sentimus S. Leo M., Sermo 50,6  “Tutte le cose dunque che il Figlio di Dio fece e insegnò per la riconciliazione del mondo, noi non le conosciamo solo dalla narrazione accurata di eventi passati, ma le percepiamo anche nella potenza di opere presenti”.

– “ quando ipsa rerum dignitas, ita sacratorum dierum recursu et paginis evangelicae veritatis exprimitur, ut Pascha Domini non tam praeteritum recoli quam presens debeat honorari”. S. Leo M., Sermo 51,1 “ora che proprio la grandezza di quelle realtà viene espressa dalla ricorrenza dei giorni sacri e dalle pagine autentiche del vangelo, così che la Pasqua del Signore non sia ricordata come un evento passato, ma sia celebrata come un evento presente”.

– “Reparatur enim nobis salutis nostrae annua revolutione sacramentum”. S. Leo M., Sermo 2,1 “con il ciclo liturgico annuale ci viene reso presente il mistero della nostra salvezza”.

– “Quando autem, dilectissimi, opportunius ad remedia divina decurrimus, quam cum ipsa nobis sacramenta redemptionis nostrae temporum lege referuntur?S. Leo M. Sermo 3o,3 “Ma in quale momento, o carissimi, è più opportuno ricorrere ai divini rimedi se non quando, in conformità del ciclo liturgico, ci vengono riproposti i misteri stessi della nostra redenzione?”.

– “Evangelicae nos et propheticae adiuvant voces, quibus ita accendimur et docemur, ut nobis Nativitatem Domini, qua Verbum caro factum est, non tam praeteritam recolere, quam praesentem videamur inspicereS. Leo M., Sermo 9,1 “ci soccorrono le parole del Vangelo e dei profeti: esse infiammano il nostro spirito e ci insegnano a sentire che la nascita del Signore, nella quale il Verbo si è fatto carne, non la celebriamo come un avvenimento passato quanto piuttosto la intuiamo farsi presente”.

Ad caput II Schematis de doctrina

– “Implendum est opere quod celebratum est sacramentoS. Leo M. Sermo 57, 4 “Ma bisogna nondimeno compiere con le opere ciò che è stato celebrato nel sacraemento”.

– “Quod festo honoratur moribus celebreturS. Leo M. Sermo 58,1 “nella condotta si celebri quanto con la festa si onora”.

– “Non enim aliud agit participatio corporis et sanguinis Christi, quam ut in id quod sumimus transeamus; et in quo commortui, et consepulti, et conresuscitati sumus, ipsum per omnia et spiritu et carne gestemusS. Leo M. Sermo 50,7 “Altro non opera infatti la partecipazione del corpo e del sangue di Cristo se non trasformarci in ciò che prendiamo, e una volta che in lui anche noi siamo morti, anche noi sepolti, anche noi resuscitati, lo portiamo dappertutto con lo spirito e con la carne”.

– “Haec Domini nostri opera non solum sacramentum nobis utilia sunt, sed etiam imitationis exemplo, si in disciplina ipsa remedia transferantur, quodque inpensum est mysteriis, prosit et moribusS. Leo M. Sermo 5,6 “Queste opere del Signore nostro, carissimi, ci sono utili non solo per il loro mistero, ma anche per l’esempio che propongono alla nostra imitazione, a condizione che questi rimedi vengano a costituire la nostra norma di vita, e ciò che è stato compiuto nei misteri giovi anche alla nostra condotta morale”.

– “Ab omnipotenti medico duplex nobis miseris re medium praeparatum est cuius aliud est in sacramento; aliud in exemplo; ut per unum conferantur divina, per aliud exigantur humana. Quia sicut Deus iustificationis est auctor, ita homo devotionis est debitorS. Leo M. Sermo 54,5 “Dall’onnipotente medico un duplice rimedio fu preparato per i miseri: uno consiste nel sacramento, l’altro nell’esempio. Per mezzo del primo vengono comunicati i doni divini, per mezzo dell’altro viene richiesto l’impegno umano. E ciò perché, se da una parte Dio è l’autore della nostra giustificazione, dall’altra l’uomo gli è debitore della sua devozione”.

– “Unde Salvator noster Dei Filius universis in se credentibus sacramentum condidit et exemplum : ut unum apprehenderent renascendo, alterum sequerentur imitandoS. Leo M. Sermo 50,3 “Così il Salvatore nostro, il Figlio di Dio, ha stabilito per tutti coloro che credono in lui un sacramento e un esempio, di modo che rinascendo facciano proprio il primo, e seguano l’altro imitando”.

– “Solemnitates martyrum, exhortationes martyriorumS. Augustinus, Sermo 47

San Tommaso con Vagaggini, il meglio della teologia liturgica di san Leone Magno con Jenny, Martimort e Bevilacqua. Non poggiavano su scuole teologiche innovative gli estensori della prima parte di SC. In altri post indicheremo gli altri riferimenti scovati in un esiguo fascicoletto conservato nel fondo Vaticano II dell’Archivio Segreto Vaticano.

 

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3 pensieri su ““Auctoritates” conciliari

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