12 novembre 1960: quell’ultimo intervento che cambiò tutto

Fra i tanti significativi momenti e i passaggi cruciali della Costituzione liturgica del Vaticano II, sicuramente spicca il giorno 12 novembre 1960.

In quell’occasione i membri della Commissione Preparatoria De Liturgia si erano riuniti, a Roma, per stabilire modalità e tappe del lavoro che era stato loro assegnato: preparare uno schema del documento che i padri conciliari avrebbero discusso nella fase sinodale.

Alla Commissione De Liturgia, dalla Commissione Centrale erano stati indicate alcune questioni, frutto della sintesi della consultazione dell’episcopato mondiale, del mondo accademico cattolico e della Curia romana.

La Segreteria della Commissione De Liturgia fece qualche aggiustamento e integrazione, secondo la libertà che il Segretario Generale della Centrale, mons. Pericle Felici, lasciava alle singole Commissioni.

Il 12 novembre i membri discussero sulle questioni proposte, proponendo qualche ritocco. Al termine della discussione il Segretario, mons. Bugnini, chiese se qualcuno avesse altro da osservare.

Prese la parola – ed ecco il momento cruciale – mons. Jenny, Vescovo ausiliare di Cambrai, esponendo iltimore che da quanto proposto, ne derivasse una visione e un concetto di liturgia solo come culto e come rito. Chiese quindi che venissero presi in considerazione anche alcuni concetti più dottrinali”. Il verbale, redatto da p. Braga, registra queste parole: “Exc. Jenny proponitagatur etiam de quibusdam notionibus generalioribus quae ad liturgiam pertinent, ut, v. gr., de relationibus liturgiam inter et catechesim, liturgiam inter et actionem pastoralem, liturgiam inter et S. Scripturam”.

A seguito dell’intervento di Jenny, anche l’abate Cannizzaro, p. Bevilacqua, p. Jungmann e mons. Hervàs si trovarono d’accordo con Jenny nel chiedere che alle questioni proposte ne venisse anteposta una di carattere più generale sulla natura e importanza della Liturgia nella vita della Chiesa.

Il respiro teologico-biblico della Costituzione ha le sue radici storiche in quella mattinata.

A questi uomini, pastori e studiosi, la Commissione affidò la redazione di un così importante documento, e il 15 novembre fu unanimemente approvata la formazione della I Sottocommissione preparatoria (De Mysterio sacrae Liturgiae eiusque relatione ad vitam Ecclesiae): G. Bevilacqua (relatore). A.-G. Martimort (segretario), H. Jenny, J. Jungmann, G. Cannizzaro, I. Onatibia, H. Schmidt, A. Dirks (consultori). Anche C. Vagaggini fu coinvolto nei lavori, pur non essendo nel novero iniziale dei consultori.

Bibliografia:

C. Braga, «La “Sacrosanctum Concilium” nei lavori della Commissione Preparatoria», in Notitiae 20 (1984) 87-134;

Acta et Documenta Concilio Oecumenicum Vaticano II Apparando, Acta Commissionis Centralis Praeparatoriae Concili Oecumenici Vaticani II, I, Città del Vaticano 1969, 412.

A. Bugnini, La riforma liturgica, Roma 1997, 30-31

M. Felini, La parola della riconciliazione, Roma 2013, 63-64.

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3 pensieri su “12 novembre 1960: quell’ultimo intervento che cambiò tutto

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